Ogni quanto tempo e se, conviene sottoporsi ad un trattamento dietetico

Maggio, il mese per eccellenza per l’inizio delle diete.
Per lo più donne, declinano ogni forma di invito che comporti un pasto differente da quello pianificato. Spesso il piano è drastico, mirato alla perdita di cinque o dieci kg, nel giro di un mese. Ma a che prezzo?
È deducibile che non possa essere portato avanti per molto tempo.

Dieta

Principalmente dei comportamenti da adottare nella vita quotidiana, atti a preservare il proprio stato di salute.
Dalla Grecia antica alla tipologia di regime alimentare, differente per i vari continenti.
Se pur si può definir la ‘dieta‘, in senso lato, come uno stile di vita sano, negli ultimi secoli si intende più come una restrizione di quantità ed una migliore qualità di cibo.
Si opta per un piano nutrizionale differente per disparati motivi, ma di massima l’obiettivo è perdere peso. Perdere quei centimetri di grasso, accumulati in inverno o a causa di stress.
La perdita di peso rende più felici e più sicuri di sé, l’ottimismo e la motivazione dei risultati permettono di avere più energie e un miglioramento della memoria.
Il dimagrimento migliora la salute mentale e fisica: la circolazione di sangue, la riduzione di dolori e fatica, la qualità del sonno e dell’attività sessuale.
Meno rischi di sviluppare malattie, specialmente di tipo metabolico e cardiovascolare. Ma la natura di tutti gli esseri viventi è quella di assumere maggiori quantità di cibo per i periodi di magra. Da secoli si alternano periodi di abbondanza e di penuria, così l’uomo/animale si è evoluto ed adattato per la sopravvivenza. In questo modo il corpo assume il grasso in eccesso, e lo rilascia moderatamente al bisogno.
Questo istinto innato di cercare cibo ed immagazzinarlo, oggi, è nocivo. Capita spesso di assumere cibo, più del necessario, per un motivo o un altro, riportandoci al punto di partenza, introducendoci in un circolo vizioso che ‘costringe‘ a revisionare la propria alimentazione. Ma l’istinto può essere domato, dopo il primo periodo, ci si può abituare al mangiar bene se si impara a gestire le proprie emozioni, spesso infatti è necessario curare prima la mente che il proprio corpo. Man mano ci si può autoeducare all’alimentazione.

Ma la ‘dieta’ ci fa davvero stare bene?

Benché ci siano molti effetti positivi nel ridurre l’iperalimentazione, si rischia di ammalarsi.
Le riduzioni dell’abituale apporto calorico, possono causare l’effetto opposto. I chili persi, infatti, una volta ripresa un’alimentazione più libera, si riaccumulano a doppio, causando un effetto yo-yo, continuo e ripetibile, che non fa bene al corpo ma soprattutto alla mente. Si diventa schiavi di un regime alimentare rigido che causa ansia e stress. E lo stress, a sua volta è una delle principali radici delle malattie, soprattutto cardiovascolari.

Quanto tempo deve passare tra un periodo di dieta e l’altro?

Per uno stile di vita ottimale è necessario essere ben idratati, bere molta acqua, muoversi, essere àlacri. Un’alimentazione costante e moderata, evitando principalmente l’eccesso di zuccheri, sale ed alcol.
Variare con ogni tipo di alimento, nelle giuste quantità, ogni giorno. Cercare di mantenere un peso adeguato ed un buon metabolismo, evitando la prolungata assenza di cibo durante la giornata. E soprattutto non fare un piano nutrizionale da soli, ognuno di noi è diverso ed ha bisogno di una quantità differente di calorie giornaliere, è consigliabile rivolgersi ad un nutrizionista.
Indipendentemente dalla motivazione, se si crede di avere dei chili in più, si può calcolare l’indice di massa corporea dividendo il proprio peso per l’altezza (in metri) moltiplicata per l’altezza, tenendo conto che non necessariamente son i grassi da smaltire, potrebbero pesare liquidi, ossa e muscoli.
Il “fai da te” nell’alimentazione è ciò che di più errato si possa fare, poiché si corre il rischio di sfociare in disturbi alimentari come anoressia, bulimia, binge eating. O disturbi da malnutrizione che abbassano le difese immunitarie. Inoltre la malnutrizione aumenta il rischio di riduzione della massa magra, ciò indebolirebbe il fisico ed è molto difficile riacquisirla, mentre l’adipe resta lì a dare un effetto atonico.
Una valida dieta, cioè un adeguato piano calorico, può essere seguita anche per tutta la vita, purché non consista in una drastica riduzione o eliminazione di alimenti e non diventi uno stress. Ed è qui che subentra la ‘trasgressione del sabato sera’.
Una volta a settimana è consentito concedersi qualcosa di ipercalorico che ci piace, in questo modo la rinuncia all’eccesso di calorie non pesa, ci si sente più motivati e meno stressati. Inoltre un cibo extra può riattivare il metabolismo, che a lungo andare, si abitua al ritmo alimentare.
Non modifica in alcun modo il peso raggiunto o da raggiungere.

Non si deve avere fretta di ottenere dei risultati, piuttosto bisognerebbe puntare ad un risultato che duri nel tempo. Non si deve neppure avere la pressione subconscia di dover sottostare ad un piano dietetico per tutta la vita, ma con qualche piccolo accorgimento ed autocontrollo si possono evitare ulteriori stress, salvaguardando la bellezza e soprattutto la salute.